CARNE BOVINA DA ALLEVAMENTO BIOLOGICO

L'alimentazione dei capi è priva di sostanze chimiche e non vengono utilizzati stimolanti di crescita e prodotti OGM. Gli animali passano la maggior parte della loro vita all'aria aperta nei pascoli del comune di Civitella di Romagna, in luoghi isolati ed incontaminati.

I foraggi e i cereali di cui si nutrono sono principalmente di nostra produzione e seguono le normative CEE per l'agricoltura biologica. Vengono a volte integrati con cereali, sempre da agricoltura biologica, degli agricoltori della zona per sostenere l'economia locale ed evitare trasporti su lunga distanza.

L'acqua utilizzata nell'allevamento deriva solamente da sorgenti presenti sui terreni aziendali. L'allevamento predilige la qualità alla quantità, rispettando i tempi naturali di crescita degli animali, senza forzare l'alimentazione e garantendo quindi il benessere animale.

La riproduzione e i parti avvengono in modo naturale e lo svezzamento avviene dopo gli 8 mesi. Non si effettuano cure antibiotiche di prassi, ma solo ad hoc per i capi che lo necessitano veramente e vengono severamente rispettati i tempi di sospensione.

La fase della macellazione è seguita direttamente, sia utilizzando un mezzo proprio per il trasporto, sia partecipando alle attività del mattatoio. Questo per far sì che l'animale non subisca inutili stress e venga gestito nel migliore dei modi.

Tutto questo per una carne BUONA, SANA e SOSTENIBILE.

CARNE SUINA

L'allevamento dei suini segue le antiche tradizioni romagnole, che garantiscono carni e salumi dai sapori dimenticati.

le nostre carni v1


OVINA ROMAGNOLA PRESIDIO SLOW FOOD

Oltre ai capi di razza Limousine, vengono allevati capi di Razza BOVINA ROMAGNOLA, e l'azienda è uno degli 8 membri dell'ASSOCIAZI0NE LA BIANCA ROMAGNOLA, i cui allevatori seguono il disciplinare del presidio Slow Food.

Nel 1953 la razza bovina Romagnola era diffusissima: c'erano mezzo milione di capi, allevati in un areale molto vasto, che dal Veneto, attraverso l'Emilia, arrivava fino alle Marche. Oggi ne sono rimasti circa 15.000. Una riduzione drastica, legata alla crisi generale dell'allevamento estensivo: in queste zone - e in particolare nelle terre romagnole - l'agricoltura ha infatti preferito puntare sulla frutticoltura e sulle produzioni intensive.

Eppure, la storia della razza Romagnola ha origini antichissime: probabilmente i suoi antenati arrivarono in Italia con i Longobardi o i Goti, attorno al IV secolo d.C. Riconoscibile dal mantello grigio-chiaro tendente al bianco (in particolare nelle femmine) con sfumature grigie in diverse regioni del corpo, la Romagnola ha un notevole sviluppo muscolare e arti robusti. Ha inoltre corna nere ben sviluppate, a forma di lira nelle femmine e di mezza luna nei maschi.

È considerata il bovino più resistente al clima tra le razze bianche: la sua adattabilità a terreni difficili la rende un ottimo animale da pascolo che mal sopporta la stabulazione fissa Il suo latte è utilizzato soltanto per lo svezzamento dei vitelli, perché la Romagnola è una razza da carne: si macella tra gli 11 e i 18 mesi, quando ha raggiunto un peso di 6-700 chilogrammi.

I tagli migliori e in particolare le costate, ben grasse e sapide, possono benissimo reggere il confronto con la più celebre Chianina. Ottimo anche l'arrosto di fesa o di scamone, preparato, secondo la tradizione romagnola, con abbondanti cipolle e una cottura quanto più lenta e delicata possibile.